Salisbury - In Sud Africa con Doyle

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Opportunità in Rhodesia – Salisbury – Una casa notevole – Jan Ridd – L’omicidio Umtali – Un caso giudiziario in Transvaal – Sally di Rhodesia – Le Missioni – Una nota personale – Addio alla Rhodesia.

   Oggi, 23 gennaio, abbiamo percorso le 250 miglia fra Bulawayo, centro commerciale della Rhodesia, e Salisbury, centro amministrativo. E’ una bellissima regione, anche se straordinariamente sottosviluppata, in gran parte riservata ai nativi i cui villaggi sono in ogni direzione. Durante il viaggio abbiamo visto poche tracce di coltivazioni sistematiche regolari, solo poco prima della capitale ci siamo imbattuti in vaste piantagioni di tabacco. Alcuni anni fa, l’industria del tabacco aveva attirato molte persone in Rhodesia, ma dopo l’enorme boom iniziale, c’è stata una caduta. Oggi la regione si è assestata su di una produzione media e intende restarci. Da vecchio fumatore di pipa, devo dire che le miscele rhodesiane sono buone e Denis, che preferisce le sigarette, dice che le Rhodian sono eccellenti. Inoltre, il pensiero che, acquistandole, si aiutano i propri concittadini d’oltremare, potrebbe conferire al tabacco un aroma migliore.  

   Abbiamo attraversato una magnifica savana, un tappeto verde che si stende ininterrotto fino all’orizzonte, che mi sembra il migliore terreno da pascolo mai visto. Tuttavia, vi erano poche mandrie e greggi e quasi nessuna casa. E’ triste pensare alle persone sfortunate che a casa vivono con il sussidio di disoccupazione, mentre qui c’è tanta terra che aspetta solo di essere coltivata. Il problema è sempre quello dei capitali. Nell’Unione del Capo un uomo che non abbia almeno duemila sterline non ha alcuna speranza di avviare un’attività, ma mi hanno detto che qui una giovane coppia laboriosa, con alcune centinaia di sterline e un aiuto dallo stato, può sistemarsi e fare fortuna. Occorrono coraggio e pazienza, perché un mercato interno si crea solo quando c’è una popolazione industriosa.  Mi chiedo se il Governo non potrebbe istituire un piccolo staff di esperti, che aiutino per alcune settimane le nuove famiglie che si sistemano in campagna. Essi potrebbero dir loro: “Ecco, questa è la vostra terra, in quest’angolo sorgerà la vostra casa, qui arriva il rifornimento d’acqua, il raccolto, per essere redditizio, dovrà essere così e così...”

Questo aiuterebbe molto i nuovi arrivati e i costi potrebbero essere coperti da un piccolo vincolo sulla fattoria, che potrà essere pagato più tardi.
Le rivendicazioni della Società Commerciale rendono intricati i diritti minerari, ma adesso che c’è un governo indipendente, il problema dovrebbe avviarsi a soluzione. I nuovi proprietari devono agire correttamente nei confronti dei vecchi soci, ma le cose non saranno mai regolari fino a quando la Società Commerciale non sarà acquistata in blocco e il suo capitale rilevato dallo Stato come debito. Un interesse non eccessivo libererebbe il paese da un passivo che ne paralizza lo sviluppo.  

   Salisbury, meno sviluppata di Bulawayo, è un giovane gigante in crescita. Entrambe le città sono pianificate su vasta scala con strade ampie e grandi spazi, tuttavia dovranno ancora passare molti anni prima che esse mantengano le promesse. Bulawayo è piena di vita e i suoi negozi sono eccellenti, Salisbury è la sede del Governo e ospita un’ampia classe colta, che vive nelle affascinanti case coloniche alla periferia della città. Molte di queste abitazioni hanno un podere annesso. E’ questo il caso del giudice McIlwaine, che con l’affascinante moglie irlandese ci ha invitati a fargli visita. Mentre andavamo da lui, abbiamo avuto il piacere di vedere uno stupendo sciacallo argentato, simile a una grossa volpe. Alcuni anni fa, su questa stessa strada, era apparso  un leone. Salisbury, dunque, non è molto lontana dalla natura selvaggia, ma i suoi futuri cittadini leggeranno queste cose con lo stesso stupore con cui i Londinesi apprendono da Macaulay che un tempo in Maida Vale si sparava alle beccacce.

   Siamo stati a vedere una splendida casa chiamata Rumbavu, che sorge a 8 miglia circa da Salisbury. E’ stata costruita dal signor Peech, industriale dell’acciaio, che adesso desidera venderla o affittarla, perciò una sua descrizione può essere utile. Mia moglie ed io pensiamo che sia il luogo più affascinante che abbiamo mai visto. La casa, di pietra, sorge in cima a un kopje terrazzato fino alla base e trasformato in un giardino pieno di sorprese. E’ una costruzione molto originale, con una forma architettonica unica, è comoda e vi si gode una vista magnifica. Salisbury è facilmente raggiungibile e, con una buona biblioteca a disposizione, non posso immaginare un rifugio migliore per un uomo schivo, con abitudini da studioso, che desideri vivere appartato dal mondo ma averlo a portata quando è necessario.

   Grazie al lavoro del giudice McIlwaine, del colonnello Hope Carson e di altri cittadini, Salisbury è molto più progredita della media delle città britanniche nella conoscenza paranormale. Ho offerto alla Società Paranormale una serata che spero sia stata istruttiva e piacevole per entrambi ed ho incontrato alcuni medium dilettanti che si trovano in fasi di sviluppo diverse, ma che promettono bene. Oggi la nostra cultura è cattolica, nessuna nazione ne è libera. Recentemente, a Londra, ho presieduto un congresso al quale hanno partecipato le delegazioni di ventisei nazioni e quarantuno hanno inviato un messaggio. Il rappresentante islandese sedeva vicino a quello boliviano, lo slavo vicino a quello giapponese. Uno dei discorsi migliori è stato fatto da un negro, ma sono stati i Giapponesi a dare l’impressione di essere particolarmente avanzati nella verità medianica.

Smiler Hales, nel racconto della sua vita, dice: “La grandezza del Giappone non deriva dalla spada, ma dalla fede delle persone e dalla loro vita spirituale. In Giappone non esiste la morte, le persone si spogliano del corpo come noi ci spogliamo delle vesti prima di andare a dormire. Lo spirito continua a vivere anche dopo quella che chiamiamo morte, come faceva sulla terra. Un padre ‘morto’ può continuare a custodire l’onore della sua famiglia come faceva da vivo. Mi fa sorridere l’impudenza degli Inglesi, che mandano missionari ad intromettersi nella fede dell’Oriente.” Ma ognuno di noi ha qualcosa da insegnare agli altri e, se essi sono più evoluti di noi nella verità e nella conoscenza, potrebbero esserlo meno per quanto riguarda l’etica e la civiltà. Ricordo che a Vancouver mi è stato detto che i pescatori giapponesi erano stupiti dall’ignoranza degli Anglosassoni nelle cose dell’anima. L’episodio più bello di contatto con gli spiriti è successo alla fine della guerra russo-giapponese. L’ammiraglio Togo, stando ritto su una collinetta in riva al mare, chiamò attorno a sé i suoi marinai morti, per annunciare loro i termini del trattato che poneva fine alla guerra in cui avevano combattuto. Naturalmente essi lo conoscevano già, ma è stato ugualmente un supremo atto ufficiale di cortesia. Quanto sembrano futili e assurde, al confronto, le nostre celebrazioni!

   Ci siamo acquartierati all’hotel Meikle dove, un giorno o due dopo il nostro arrivo, abbiamo ricevuto la visita di John Hopley, il giocatore di rugby internazionale, campione imbattuto dei pesi massimi nella categoria dilettanti, che è una versione moderna di Jan Ridd. Quando ha vinto il campionato scolastico, pesava già 13 stone e 7 pound, più tardi il suo corpo muscoloso è arrivato a pesare quasi 16 stone. Lo avevo incontrato una prima volta durante la guerra al National Sporting Club, vicino al quale c’era la grande fattoria che dirigeva con il fratello. Giocarono a testa o croce chi doveva andare in guerra. John perse e rimase a casa ma, quando il fratello fu ucciso, lasciò la fattoria e si mise in viaggio per andare a prenderne il posto.

Questo succedeva dodici anni fa. Oggi Jan Ridd è grosso e forte come non mai, un vero sudafricano, mezzo britannico e mezzo olandese, contrario a entrare a far parte dell’Unione fino a quando la lealtà dei nazionalisti non sia più sicura. Nella sua fattoria di 29.000 acri – una proprietà enorme - alleva bovini e mi dice che, se anche avesse tutta la ricchezza del mondo, è come agricoltore rhodesiano che egli vorrebbe vivere e morire. Dei politici saggi saprebbero come utilizzare quest’uomo degno di stima, cordiale e con simili sentimenti. Abbiamo incontrato altre persone di spicco, fra le quali il Governatore Sir Cecil Rodwell, gentiluomo molto cortese e il Primo Ministro Moffat, uno scozzese pratico, nipote del famoso missionario ed esploratore dallo stesso nome. Il Primo Ministro mi ha detto di considerare di primaria importanza la questione dei nativi e di stare lavorando alla creazione di un sistema di consigli locali che permettano loro di partecipare alla politica del Governo, sottraendoli dall’influenza bolscevica.

   La mia attenzione è stata attirata da uno strano crimine, l’omicidio Umtali, dalle caratteristiche singolari, che avrebbero interessato il mio vecchio amico Churton Collins, gran conoscitore della materia. Il caso si presentava così. A Umtali, cittadina vicino al confine rhodesiano-portoghese, un inglese di nome Winter, alloggiava all’hotel Royal, in attesa del battello a vapore che da Beira lo avrebbe portato in India per le sue faccende legali. Era un uomo affabile, innocuo, dell’età di quarantaquattro anni, senza precedenti e con moglie e famiglia in Inghilterra. Nello stesso hotel soggiornava Miss Knipe, una donna di quarantatré anni, impiegata in un negozio locale, senza attrattive né qualità particolari, salvo quella di essere forte e muscolosa come un uomo. Questa coppia di mezz’età si è conosciuta il 5 novembre 1928 e la sera del 6 è andata a fare una breve passeggiata nel grande parco cittadino, male illuminato e con poche panchine sistemate qua e là. Lei era di buon umore, lui era sobrio, avevano fatto conoscenza da poco… un inizio che non faceva presagire i drammatici sviluppi che sono seguiti. Quello che è accaduto nell’ora successiva è un fatto inspiegabile che ha tormentato il Sud Africa e che potrebbe continuare a restare un caso irrisolto.

   Quando la coppia è entrata nel parco erano le otto passate. Su di una panchina non lontana erano seduti ad amoreggiare un Portoghese di nome Lambeiro e una ragazza irlandese, Miss O’ Mahoney. Era troppo buio perché le due coppie fossero consapevoli l’una dell’altra. Alle 8.45 il suono di una sirena ha dato l’ora esatta. In giudizio, la ragazza ha dichiarato di aver udito un litigio andare avanti per qualche tempo, con le voci di una donna e di un uomo che si intrecciavano in maniera confusa. E’ seguito qualche minuto di silenzio, poi, dalla stessa direzione sono giunte quattro urla distinte. La ragazza irlandese, apparentemente sincera e coraggiosa, ha chiesto al suo compagno di andare a vedere che cosa fosse successo, ma lui non solo si è rifiutato, ma all’interrogatorio ha dichiarato di non aver udito nulla, un’affermazione manifestamente falsa, che ha rischiato di attirargli l’accusa di falsa dichiarazione giurata. Alle urla è seguito il silenzio e, dopo un intervallo, la giovane ha udito una voce maschile chiedere aiuto, per tre volte, in inglese. Questo sembrerebbe essere successo subito dopo le nove. Alle 9.15 circa ella ha visto passare tre kaffir, il cui comportamento non aveva niente di insolito. Subito dopo la coppia ha lasciato il parco senza indagare oltre su cosa fosse successo.

   Le grida sono state udite da altre persone, che si trovavano nelle case che circondano il parco e, data la distanza, c’è voluto un po’ di tempo prima che raggiungessero il posto. Il primo ad arrivare è stato Kirkland. Erano appena passate le nove quando ha sentito le grida e questo combacia con la deposizione della testimone precedente. Attraversando il parco di corsa, egli è incespicato nel corpo di una donna, Miss Knipe, che giaceva morta sul sentiero e perdeva sangue dalle molte ferite. Non c’erano altri segni dell’aggressione. Il signor Kirkland aveva una torcia elettrica e, mentre proiettava in giro un fascio di luce, ha udito una voce nel buio che diceva: “Sono qui. Mi hanno fatto perdere i sensi.” Un uomo, che si è rivelato essere Winter, si è alzato da dietro un albero posto a 25 iarde di distanza e si è avvicinato barcollando. Aveva del sangue sulla faccia e sembrava essere stordito e fuori di sé. Continuava a ripetere: “Chi mi ha colpito? Chi mi ha colpito?”, poi si è seduto sul prato esausto.
   Subito è cominciata ad arrivare gente, fra cui un poliziotto, l’agente Rowe, e il Dr. Jackson. L’uomo è stato portato all’ospedale, mentre continuava a dire: “Oh, dottore, non portatemi all’ospedale. Portatemi all’hotel. Devo prendere il battello per l’India.” Poi ha aggiunto: “Ci deve essere un pazzo in libertà da queste parti.”

   Esaminiamo il racconto di Winter. Egli ha detto che stava chiacchierando amichevolmente con Miss Knipe, che sedeva alla sua sinistra. Ricordava di aver visto passare un nativo a una dozzina di piedi da lui. Non rammentava altro fino al momento in cui aveva ripreso conoscenza e si era trovato disteso per terra vicino alla panca. Si era rialzato vacillando e aveva cercato la sua amica tutt’intorno senza trovarla. Aveva camminato barcollando lungo il sentiero per una quarantina di iarde prima di imbattersi nel suo corpo. Considerando che era buio pesto, è notevole che si sia avviato nella direzione giusta. Poi è crollato a terra e non ricordava altro fino a quando si è trovato circondato dalle persone giunte sulla scena del crimine.  
   Quanto alle sue ferite, non se le era sicuramente procurate da solo. Aveva la mandibola sinistra rotta e l’esame medico ha rivelato che aveva ricevuto altri tre colpi violenti, inferti con un attrezzo pesante e con gli spigoli, uno dei quali gli aveva procurato un taglio dietro l’orecchio e un altro vicino all’occhio. Difficilmente era stato un coltello, più probabilmente l’estremità appuntita della testa di un martello. Non sono state trovate armi né per terra né addosso ai protagonisti.  

   Esaminiamo le ferite della donna. Le mani e gli avambracci avevano molte ferite, conseguenza del tentativo di difendersi dalle ripetute coltellate. C’erano tagli anche sul corpo, una dei quali le aveva forato un polmone, un altro lo stomaco. Aveva anche un taglio dietro la spalla sinistra. La morte era dovuta  all’abbondante perdita di sangue.
   C’è un altro punto degno di nota. Due donne, che vivevano in una capanna di nativi a 64 iarde dalla scena del crimine, hanno reso una deposizione molto intelligente. Dopo la sirena, esse hanno udito una voce femminile alzarsi di tono, come durante una lite, poi sono giunte le urla. Il racconto della lite conferma la deposizione della ragazza irlandese, ma un alterco mal si concilia con l’idea di un’aggressione improvvisa e di nascosto.  
   Si è occupato del caso l’ispettore Bond, che mi sembra abbia agito in modo molto intelligente. Egli ha cercato ovunque l’arma, senza esito e questo è un punto veramente importante. Ha notato che la terra davanti alla panchina era smossa, mentre non ce n’erano segni né dietro né ai lati. Poi ha trovato delle gocce di sangue per la lunghezza di 40 iarde lungo il sentiero e due piccole pozze. Era segno che la donna era fuggita, mentre il suo assalitore continuava a infliggerle colpi, molti dei quali l’hanno raggiunta sulle braccia. Nei due punti in cui c’erano le pozze di sangue la donna potrebbe essere caduta. Non c’erano segni di furto.  

   Questi sono i fatti essenziali, per quel che si sa. Winter è stato arrestato e accusato dell’omicidio, ma il giudice McIlwaine, molto saggiamente secondo me, ha archiviato il caso prima del processo. In assenza di prove, di un movente e dell’arma non c’era argomentazione per un procedimento giudiziario. E tuttavia, che mistero rimane l’intero caso, più inesplicabile, credo, di quello inventato da un romanziere! Quale teoria potrebbe spiegare in modo esauriente i fatti? Come avrebbe potuto Winter aggredire la donna quando era lui stesso così malridotto? E perché avrebbe dovuto aggredirla? E dov’era l’arma? E’ possibile che, malgrado l’età, Miss Knipe avesse un ammiratore geloso che abbia assalito Winter e che, quando lei ha reagito – di qui il clamore del litigio – l’abbia ferita a morte. Ma non vi erano tracce di un simile ammiratore. Sono stati aggrediti da un maniaco omicida? Sembra che, alcuni mesi prima, ci sia stato un simile attacco da parte di un nativo. Ma Winter non avrebbe dovuto serbarne ricordo? E come si spiegano le ferite sul lato sinistro della sua testa, visto che la signora era seduta alla sua sinistra? A volte, le percosse alla testa cancellano la memoria dei fatti anche per qualche minuto. Quel nativo, che Winter dice di aver visto, potrebbe aver sferrato dei colpi che non hanno lasciato traccia nella sua memoria. Però confesso che, senza prove ulteriori, sono molto restio a esprimere un’opinione. Si potrebbe  ipotizzare che l’attacco non fosse diretto a quella insignificante coppia di mezz’età e che al buio l’assalitore abbia sbagliato persone. E’ anche possibile, per quanto inverosimile, che fossero il Portoghese e la ragazza irlandese l’oggetto dell’odio vendicativo di qualche rivale geloso.

   La criminalità comune non è molto diffusa in Sud Africa, né nell’Unione né in Rhodesia. C’è invece una grande quantità di crimine artificiale causato dal monopolio dei diamanti e dalle leggi sui nativi.  
   Sono venuto a conoscenza di un altro importante mistero irrisolto, l’omicidio di Miss Kantack. Mi era stato chiesto di esprimere il mio parere sulla stampa, ma avevo rifiutato di farlo perché era un argomento troppo doloroso da richiamare alla mente. Tuttavia posso dire qualcosa adesso, a distanza, dopo che tutto è stato discusso e esaminato. Un aspetto del crimine che trovo assolutamente straordinario sono i tempi. La ragazza è stata vista avvicinarsi al boschetto alle 6.15 del pomeriggio, alle 6.30 il suo cagnolino è tornato a casa tutto inzaccherato, alle 6.35 il suo orologio da polso è stato fracassato da un colpo e poco dopo le 7 è stato dato l’allarme. Chi ha partecipato alle ricerche non ha trovato il corpo.                                            
   Questo fatto è talmente stupefacente che si è diffusa la voce che la ragazza fosse stata condotta via a forza dentro a un’auto, portata indietro il giorno dopo e distesa per terra nel bosco. Ma è assolutamente inammissibile che le cose siano andate così. Di sicuro, il corpo della povera ragazza non è mai stato spostato, ma è rimasto occultato a pochissime iarde da dove è stata uccisa. Stando così le cose, si presenta il problema del periodo di tempo nel quale si sono svolti i fatti/la durata (delle azioni). In una ventina di minuti, il criminale è stato in grado di trascinare il corpo attraverso il bosco e di ricoprirlo con un’abilità tale da impedire ai boy scouts e alle altre persone, che per tre giorni hanno perlustrato ogni iarda di terra, di trovarlo.

Azzardo due ipotesi. La prima è che molto probabilmente gli assassini erano  due. Da quel che ho visto del sottobosco, credo che sarebbe stato impossibile per un uomo solo raccogliere abbastanza rami e fogliame da coprire il corpo in così poco tempo. Purtroppo è piovuto molto e tutte le impronte sui rami sono state lavate via. La seconda ipotesi è che i criminali, dotati di discreta intelligenza, fossero degli Europei. Un nativo abitante in una delle capanne dei dintorni, sarebbe scappato via in fretta abbandonando il corpo. Solo un uomo che abitava lontano, con la prospettiva di un lungo viaggio in auto o in treno e che quindi aveva bisogno di tempo per allontanarsi, aveva interesse a nascondere il corpo in modo che non fosse trovato subito e non fosse dato l’allarme. Per avere il tempo di uscire dalla zona di pericolo, doveva evitare che fosse istituita subito una caccia all’uomo. Questi sono i due punti che mi hanno  colpito, ma si ragiona su dati insufficienti.

   Purtroppo devo abbandonare l’affascinante argomento della criminologia e tornare ai problemi del paese.
   In Rhodesia, la Società Commerciale ha creato complicazioni che hanno dato origine a leggi molto particolari sull’estrazione e sulla dogana, che difficilmente potranno continuare ad esistere nella loro forma attuale. Supponiamo che venga scoperto un filone d’oro, un giacimento di cromo o di altro minerale prezioso vicino alla vostra fattoria. Un mattino, guardando fuori dalla finestra, vedete delle squadre di uomini che scavano qua e là sul vostro terreno, senza che ne siate stato informato. Purchè non si avvicinino a meno di 500 iarde dalla casa e non facciano escavazioni in un terreno arato e seminato, per il resto sono liberi di fare quello che vogliono. Ho sentito di un uomo che ha avuto 50 miglia di buche nella sua tenuta fatte in tempi diversi. Non so se le hanno richiuse oppure no.
   Ho menzionato il cromo e avrei dovuto includerlo fra i prodotti che rendono ricca la Rhodesia. Usato per indurire l’acciaio, è essenziale per rivestire gli oggetti metallici sottoposti a una grande sollecitazione. La Rhodesia ha il monopolio della produzione del metallo puro, che, con un grado inferiore di purezza, si può trovare anche nell’Europa Sudorientale.      
   
   La mia conferenza a Salisbury, come la precedente a Bulawayo, è andata molto bene. Non c’erano posti vuoti e molte persone, per essere presenti, avevano percorso 100 miglia, un tragitto che, in questa terra di ruscelli straripanti, non è cosa da poco. Ho visto auto coperte di fango fino al tettuccio, segno che erano state trainate con le corde dentro al letto dei fiumi, in mezzo alla corrente. Molte persone hanno avuto esperienze medianiche per conto proprio e hanno sviluppato i poteri medianici nelle loro fattorie solitarie. Erano ansiosi di saperne di più sulla materia e la letteratura che abbiamo distribuito sarà loro molto utile, perché dà l’opportunità di una consultazione permanente. Abbiamo lasciato dietro di noi una scia di più di duemila libri e opuscoli. Il Sud Africa non potrà mai più essere lo stesso. In questo momento la sua media di conoscenza paranormale è più alta di ogni altra comunità al mondo.  

   L’ultimo giorno siamo andati fuori città a vedere la casa in cui è vissuta Sally di Rhodesia. Eravamo rimasti affascinati dal libro, che è un documento umano autentico e, avendo condiviso le sue gioie e i suoi problemi, desideravamo vedere la scena in cui si era svolta la sua vita. Dopo averci portati a circa 4 miglia fuori città, la nostra guida ci ha condotto a una piccola casa costruita su di un kopje roccioso. Siamo usciti dall’auto e abbiamo cominciato a identificare le cose menzionate nel libro: gli alberi di jacaranda da lei piantati, la terrazza, il campo da tennis, il panorama. Dopo che ci eravamo entusiasmati per dieci minuti in quest’opera di ricognizione, la guida è venuta a dirci che la casa non era quella giusta. Quando finalmente l’abbiamo trovata, essa ci ha deluso perché non corrispondeva alle nostre aspettative.  

   La cosa che mi ha sorpreso e depresso di più in questo paese è stata l’opinione diffusa che le Missioni hanno fatto più danni che altro e che i nativi pagani sono molto più affidabili e hanno un livello più alto di moralità. Ho sentito ripetere questa storia sui treni, dai proprietari di hotel, dai commercianti e dai padroni di casa. Sono così rari i nativi che siano dei buoni cristiani che i datori di lavoro preferiscono assumere quelli allo stato naturale. E’ una conclusione molto triste, se si considerano gli sforzi che si fanno in patria per raccogliere fondi e i sacrifici che fanno i missionari per dedicarsi a questo impegno. Io attribuisco questo fallimento al conflitto fra le differenti fedi cristiane e al tentativo di insegnare il dogma invece dell’etica. Se ai selvaggi venissero insegnate cose che sono nelle loro capacità di comprensione, se, per esempio, venisse detto loro che Dio ha mandato sulla terra un messaggero chiamato Gesù perché fosse di esempio all’umanità e che per imitarlo dobbiamo essere gentili, misericordiosi e altruisti, se anche i bianchi seguissero questo precetto, l’effetto sarebbe straordinario. Il resto sarebbe una questione di civilizzazione graduale, più che di religione. Ma come possono le loro menti semplici capire le complessità dei teologi o le oscurità e le contraddizioni della Bibbia?

   Il Reverendo Glossop, fratello del Capitano del Sydney, affondatore dell’Emden, che è stato trentacinque anni in Africa ed è a capo dell’Università della Missione presso il Lago Nyassa, mi ha detto che ci sono molti bricconi che si definiscono cristiani senza aver avuto alcuna approvazione. Mi ha anche detto che i ragazzi cristiani migliori restano nella Missione a fare un lavoro specializzato, come quello di tipografo o carpentiere. Ma per raggiungere questo risultato, come dicevo prima, non c’è bisogno dell’aiuto della religione. Egli ha aggiunto, con una certa forza, che i missionari rappresentano la polizia morale e che questo ruolo li ha screditati in alcuni luoghi. Io ho molto rispetto per il Rev. Glossop, che mi sembra una brava persona, ma ritengo che la sua testimonianza non spieghi l’avversione quasi universale con cui è guardato il nativo cristiano. La stessa cosa vale per il nativo colto. Mi è stato riferito che, nel Rand, un nativo molto intelligente, diventato avvocato, ha esordito nella professione portando via con l’imbroglio l’eredità al capo e agli abitanti del suo villaggio. Si può solo sperare che sia un colpo di zagaglia a saldare il suo conto.    
           
   Recentemente, nel corso di un’interminabile discussione pubblica su argomenti paranormali, sono stato oggetto di attacchi al mio giudizio e alla mia capacità di formarmi un’opinione corretta sulle prove. E’ difficile difendersi su un punto simile perché, se cito i fatti, potrei sembrare vanaglorioso. Ma poiché è in ballo il valore della mia opinione su di una questione di vitale importanza, citerò a memoria alcuni esempi in cui sono intervenuto negli affari pubblici. Nei casi di George Edalji e di Oscar Slater ho perseverato, superando gli ostacoli, fino a quando non sono riuscito a capovolgere il verdetto, che era sbagliato. Nel 1890 sono stato il primo ad avvertire il pubblico di Berlino che il trattamento Koch non era affatto la cura certa che si credeva, evitando ai sofferenti di affollarsi in gran numero. La mia lettera è apparsa sul Daily Telegraph.

Al tempo della guerra dei Boeri, sul quotidiano The Times ho suggerito la creazione dell’Imperial Yeomanry,  prima che venisse istituito. Ho anche scritto che il fuoco di sbarramento può non solo rendere indifendibile un kopje, ma trasformarlo in una trappola mortale. In questo modo, ho anticipato le tattiche di fuoco della Grande Guerra. Quando sono tornato dalla Guerra Boera ho avuto una controversia sul Cornhill e su altri giornali, nel corso della quale ho esposto alcune lezioni militari derivate dall’esperienza su cose che, in seguito, si sono quasi tutte avverate. Esse includevano la previsione che nessuna arma da fuoco dell’artiglieria sarebbe stata tanto pesante da non essere usata nella guerra successiva, che nella cavalleria sarebbero stati più utili i tiratori degli spadaccini, che un esercito efficiente può essere messo insieme più in fretta di quando comunemente si creda, che i fucili sono tutto e che dovrebbero essere grandemente incoraggiati i club dei tiratori. La maggior parte di queste asserzioni hanno retto alla verifica del tempo. Quando è morta la regina Vittoria ho scritto al giornale The Times propugnando la modifica del giuramento dell’incoronazione e la cancellazione dell’insulto ai cattolici. In questo ho anticipato quello che è poi stato fatto. Prima della Grande Guerra, ho preannunciato che la Germania avrebbe usato i suoi sottomarini contro le nostre navi cariche di cibo e l’ho illustrato sullo Strand, dopo che avevo inutilmente inviato memorandum al Ministero della Marina e della Guerra.

Ho partecipato ad incontri nei quali ho auspicato la costruzione di un tunnel sotto la Manica, la cui rinuncia ci è probabilmente costata  100 milioni di sterline durante la Guerra. Quando è scoppiata la guerra, ho protestato più volte sui giornali per la mancanza di cinture di salvataggio per i soldati, fino a quando è stato dato un ordine repentino di provvedere ogni uomo di un collare gonfiabile. Ho anche ideato  un’armatura per le truppe che, nella sua realizzazione, non è andata oltre la protezione della testa.
   Fra gli avvenimenti su cui sono intervenuto, vorrei ancora citare i tumulti in Congo e il tentativo di riforma della legge sul divorzio, che è stato lodato/encomiato da una Commissione Reale.  

   Questi sono alcuni dei casi in cui sono intervenuto negli affari pubblici. Il lettore mi deve perdonare se ho dato fiato alle trombe per incensarmi, ma lo scopo è quello di chiedergli: se le mie vedute su così tanti argomenti si sono dimostrate molto sagge, come possono essere tanto avventate in materia paranormale? Basterebbe l’impegno che mi sono assunto di stabilire con accuratezza gli eventi della Grande Guerra per provare la mia capacità di giudizio.   
   Diciamo addio alla Rhodesia e ai Rhodesiani, individui forti e coraggiosi più di quanto mi aspettassi, secondo l’impressione ricavata dai libri. Sono dei grandi bevitori, è vero, i più grandi che abbia mai incontrato, ma di tè. Tè quando si svegliano, tè a colazione, tè alle 11 nei negozi e negli uffici, tè al pomeriggio. Quanto ai liquori, è stata criticata la loro abitudine all’aperitivo serale, ma quella è l’ora della malaria e la loro usanza potrebbe essere basata sull’esperienza. E’ gente cordiale e valorosa, i patrioti più allegri che abbia mai conosciuto e non vedo limiti al futuro del paese.                 



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